domingo, marzo 12, 2006
Speranza per Haiti - Francesco Fantoli |
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Speranza per Haiti Sono passati 20 anni (7 febbraio 1986) dalla partenza di Jean-Claude Douvalier da Haiti e finalmente il 7 febbraio 2006 Haiti ha realizzato le sue prime elezioni democratiche. 20 anni caratterizzati da colpi di stato, improvvisi capovolgimenti di fronte, elezioni farsa, ma sopratutto dalla presenza/assenza del carismatico leader Jean Bertrand Aristide. Anche “Titid” come viene ancora affettuosamente chiamato dal popolo l’ex prete/presidente Aristide, e’ fuggito da Haiti, lasciando un Paese disastrato, disilluso e sopratutto in bancarotta economica e morale. Negli ultimi 2 anni, dalla fuga di Arstide (27 febbraio 2004) ad oggi, un Governo di transizione provvisorio ed una forte presenza delle Nazioni Unite, hanno traghettato Haiti verso queste prime elezioni e verso un futuro che si spera finalmente democratico. Le elezioni sono state vinte al primo turno (51% dei voti) dal favoritissimo candidato Rene’ Garcia Preval, gia’ Presidente di Haiti (1996-2000), uomo di sinistra, strettamente legato ad Aristide per 20 anni, ma dissociatosi da lui negli ultimi 5 anni. Alcuni osservatori internazionali hanno storto la bocca ed hanno denunciato un ennesimo passo indietro per Haiti, considerando Preval troppo legato al vecchio apparato di Aristide, apparato corrotto, violento e praticamente nullo in quanto a risultati. Altri osservatori sottolineano invece la netta dissociazione di Preval dal partito Lavalas, il partito di Aristide, dissociazione avvenuta in assoluto silenzio (2001-2005) nel piccolo paese natale di Marmelade. Paesello di campagna, dove l’agronomo Preval si e’ rimboccato le maniche creando lavoro, infrastrutture e cultura, un piccolo esempio concreto di sviluppo che tutti oggi sperano possa riprodursi su scala nazionale. Anch’io penso che Preval e’ oramai lontano da Aristide, e sopratutto, nonostante la sofferenza, i soprusi, la violenza sofferta dal popolo haitiano durante il suo primo mandato, penso che l’uomo Preval sia la solo attuale soluzione possibile di riconciliazione per questa martoriata isola. Attualmente Haiti e’ il Paese piu’ povero dell’America, ed il popolo haitiano (9 milioni di abitanti) sta’ vivendo il momento piu’ drammatico della sua storia. Tutti gli indicatori economici e sociali sono sul rosso, mentre il vuoto di potere ha fatto sparire ogni percezione dello Stato, creando quella che a tutti appare un’isola di pura anarchia. La semplice osservazione di Haiti e’ oggi un pugno nello stomaco, non bisogna essere esperti sociologi o economisti per comprendere che il Paese e’ letteralmente distrutto, sommerso dall’immondizia, assediato da bidonville dove le condizioni di vita sono injfraumane, destabilizzato da bande di delincuenti, con la disoccupazione al di sopra del 70%, un Paese senza strade, scuole ed ospedali, senza rete idrica ne’ elettricita’, un Paese dove Il compito di Rene’ Preval appare arduo, difficile ma in realta’ non e’ impossibile. Haiti ha le risorse umane, naturali e culturali per risorgere e potra’ sempre contare sui 2 milioni di diaspora che potrebbero diversificare i loro generosi aiuti (2 milioni di Usd al giorno) dal semplice sostegno umanitario all’investimento produttivo, mentre la comunita’ internazionale sta’ confermando per l’ennesima volta nella storia, la propria concreta disonibilita’ a sostenere Haiti nella sua ricostruzione. In realta’ un ‘enorme somma di danaro (9 miliardi di Usd) e’ gia’ disponibile da tempo, ed attende la formale ricomposizione legale dello Stato Haitiano Rene’ Preval sembra essere l’uomo giusto al momento giusto, capace di calmare i furori delle centinaia di bande armate, di rimotivare gli industriali. di riavvicinare la terribile forchetta che separa i ricchi dai poveri, uno dei pochi haitiani a poter visitare qualsiasi Paese od interlocutore straniero senza dover essere additato come ladro, corrotto o trafficante di droga,. Preval, in attesa dell’investutura, dalla data ancora incerta, si e’ messo al lavoro, caratterizzando i suoi primi 50 giorni ad incontrare gli attori nazionali ed internazionali utili alla ricostruzione dello Stato. Ha fatto pochissime promesse, pochi discorsi pubblici, ma quel che trapela e’ un consensus generale, un’approvazione quasi incondizionata al semplice e razionale approccio dei problemi che Preval ed il gruppo di suoi stretti collaboratori hanno dimostrato. Dal 7 febbraio 2006 Haiti vive il primo momento di calma degli ultimi anni, le armi tacciono, il popolo si appassiona in discorsi speranzosi, si crede in un futuro. Buon lavoro Presidente Preval, Haiti e tutti coloro che l’hanno nel cuore pregano e sperano davvero che sia stata voltata la pagina piu’ triste della nostra storia. Francesco Fantoli francesco.fantoli@gmail.com :: NOTICIERO DIGITAL :: Ver Foro - Así transcurre el día |